OSSERVATORIO INNOVAZIONE: LE ULTIME NOVITÀ PER LA SANITÀ DIGITALE

La digitalizzazione dei servizi sanitari italiani non fa parte delle abitudini dei cittadini, con un impatto di mancato risparmio per il sistema superiore ai 5 miliardi di euro l’anno legato ai costi del ‘non digitale’. Questi i dati che emergono dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio Innovazione sulla Sanità Digitale della School of Management del Politecnico di Milano, presentati a maggio 2018.

I dati dell’Osservatorio sulla Sanità Digitale

Dal report emerge che circa l’80% degli italiani preferisce recarsi personalmente a ritirare documenti clinici, consultare un medico o pagare una prestazione e che sette su dieci preferiscono parlare di persona con il proprio medico piuttosto che comunicare con strumenti tecnologici come email, Sms o WhatsApp. Il 60% dei cittadini ammette di non ricorrere alla tecnologia perché non la ritiene affidabile. L’offerta e l’utilizzo di semplici servizi digitali ai cittadini potrebbero in realtà ridurre i costi nascosti del “non digitale”. Otto italiani su dieci nell’ultimo anno hanno ritirato documenti clinici di persona impiegando in media 45 minuti, contro i 20 per il ritiro in farmacia e i 5 via web: se invece l’80% li ritirasse online, il 10% in farmacia e solo il 10% di persona, l’impatto economico sarebbe di 1.630 milioni di euro. E sono 1.150 milioni di euro gli impatti legati all’accesso online a informazioni su prestazioni e strutture sanitarie, 1.430 milioni per la prenotazione online di visite ed esami e 980 milioni per il loro pagamento, per un totale di oltre circa 5 miliardi di euro.

Tra le novità della sanità digitale, le App rappresentano una quota sempre più rilevante dei servizi utilizzati dai cittadini. Un cittadino su quattro dichiara di utilizzare App per cercare le farmacie di turno (25%), uno su cinque per trovare la farmacia più vicina e il 19% per informarsi sui farmaci. La fascia di età più incline a utilizzare questa tipologia di applicazioni è quella fra i 35 e i 44 anni, in cui l’uso sale rispettivamente al 45%, 36% e 30%.

Medici più smart

I medici invece sono sempre più attenti alla sanità digitale e alle nuove tecnologie, che utilizzano soprattutto per comunicare con i pazienti. È il caso, ad esempio, di WhatsApp, usato dal 63% dei medici di famiglia e dal 52% degli specialisti soprattutto per scambiare facilmente dati, immagini e informazioni.

Anche le email sono utilizzate per condividere documenti con i propri pazienti (74% gli specialisti, 88% i medici di famiglia). Fra i medici che non fanno uso di questi strumenti, uno su due teme che si possano creare incomprensioni con i pazienti ed è diffusa la preoccupazione che l’utilizzo di questi strumenti possa aumentare il carico di lavoro del medico e che possa comportare rischi legati a un mancato rispetto della Privacy.

Gli investimenti della Sanità Digitale

Tra gli ambiti di innovazione della Sanità Digitale, la Cartella Clinica Elettronica (CCE) è l’elemento considerato più rilevante nel supportare gli obiettivi strategici delle strutture sanitarie, seguito dai servizi digitali ai cittadini (59%) e dalla gestione documentale e conservazione a norma (55%). Cresce in maniera costante la spesa per la Telemedicina (24 milioni di euro) mentre Big Data Analytics e Business Intelligence sono prioritari per quasi un’azienda su due, anche in vista del GDPR per cui il 76% delle aziende ha revisionato policy e processi.

I dati sulla crescita degli investimenti in servizi digitali riportati dall’osservatorio sulla sanità digitale sono incoraggianti e dimostrano una crescente consapevolezza dell’importanza di portare il supporto informatico e digitale nei processi della sanità. La diffusione della cultura digitale gioca un ruolo fondamentale nel supportare la transizione verso nuovi modelli di cura ed è la  base per lo sviluppo di nuovi progetti di innovazione digitale utili a migliorare i processi e i servizi sanitari.

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