Meridiano Sanità 2018: l’Italia è al primo posto in Europa per salute, ma serve attenzione alla prevenzione e all’innovazione

È stato presentato recentemente il XIII rapporto curato da ‘The European House Ambrosetti’ che ha dato una fotografia aggiornata sullo stato di salute degli italiani e del Servizio Sanitario Nazionale, con anche una serie di proposte che riguardano più da vicino il settore farmaceutico. Dal report di Meridiano Sanità, l’Italia considerando lo stato di salute della popolazione, è passata dal terzo al primo posto in Europa. Le aree più critiche sono rappresentate dall’indice dei fattori di rischio per i bambini, confermando la necessità di investire nella prevenzione degli stili di vita e abitudini alimentari e comportamentali dei più giovani.

Le sfide dell’invecchiamento per Meridiano Sanità

Secondo il report gli italiani hanno guadagnato 10 anni di aspettativa di vita negli ultimi quarant’anni (arrivando a 83,3 anni) che rischiano però di essere messi in discussione per le future sfide dell’invecchiamento della popolazione.

Nel prossimo ventennio il 31% della popolazione italiana avrà più di 65 anni a fronte di una quota ridotta al 57% della popolazione attiva (tra i 15 e i 64 anni). Si assisterà anche ad un aumento esponenziale dell’aumentata cronicizzazione, che richiede nuovi servizi di assistenza che il sistema dovrà garantire. La sfida sarà anche economica: l’invecchiamento della popolazione e gli impatti delle patologie croniche proiettano la spesa sanitaria in percentuale sul PIL dal valore attuale di 6,6% all’8,3% nel 2050 passando da 116 miliardi di euro di oggi a 213 miliardi di euro del 2050.

I fattori critici evidenziati dal Meridiano Sanità

Altri fattori critici saranno la capacità di risposta del sistema sanitario italiano agli emergenti bisogni di salute e il livello delle risorse economiche a disposizione della sanità, il più basso tra i Paesi dell’Ue. In particolare la salute migliore si registra nelle province di Bolzano e Trento (punteggio 9,4 e 9,1), scende nelle Regioni del Sud Italia e tocca i minimi in Campania, con 2,7 punti.

Le proposte di Meridiano Sanità su prevenzione e innovazione

Meridiano Sanità propone di investire quindi nella prevenzione e nelle strategie di innovazione. Alla prevenzione l’Italia oggi destina appena il 4,4% delle sue risorse, mentre, un aumento dell’1% dell’incidenza della spesa in prevenzione sulla spesa sanitaria avrebbe in media una diminuzione del 3,1% della spesa per prestazioni.

Alcune delle proposte sul futuro evidenziate dal report si riassumono nella seguente lista:

– Realizzare campagne per informare correttamente i cittadini in tema di prevenzione vaccinale;

– Migliorare, a livello organizzativo, il sistema di programmazione degli interventi e quello per il monitoraggio dei risultati delle campagne vaccinali e di screening;

– Attivare i piani AMR (Antimicrobico-resistenza) a livello regionale, con particolare riferimento alle strategie di controllo delle infezioni;

– Incentivare la ricerca e sviluppo di farmaci e vaccini per affrontare i meccanismi di resistenza dei batteri multiresistenti e definire procedure per un accesso più rapido da parte degli specialisti agli antibiotici più innovativi;

– Individuare e diffondere le soluzioni più efficaci per la riduzione dei fattori di rischio modificabili  delle patologie ad alto impatto (sedentarietà, fumo, sovrappeso e obesità, ipercolesterolemia, ipertensione, ecc.);

– Individuare le strategie e i meccanismi più opportuni per cogliere le opportunità offerte dalla digitalizzazione delle attività e dei processi e dalla gestione dei Big Data in sanità, migliorando l’efficacia e l’efficienza dello studio, monitoraggio, prevenzione e cura delle
patologie;

– Promuovere e sostenere la ricerca clinica e il finanziamento dell’innovazione;

– Accelerare il processo di adozione della fatturazione elettronica come fonte dei dati regionali di spesa per migliorare la correttezza e la completezza dei dati di spesa regionali e il processo di programmazione della spesa.

 

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