Lo status delle Farmacie Italiane: capillari e sempre presenti ma poco integrate nella rete di servizi sanitari

Le farmacie italiane sono presenti ovunque e flessibili negli orari di apertura; giocano un ruolo di primo piano nel rispettare l’aderenza alle terapie e si prestano al dialogo e all’ascolto, soprattutto verso le persone anziane e affette da patologie croniche. Ma quando si tratta di strutturare servizi in rete sul territorio vengono spesso “dimenticate”. Questo è quanto emerge dal primo Rapporto annuale realizzato da Cittadinanzattiva e Federfarma a novembre 2018, elaborato su un quadro di 1275 farmacie italiane che hanno partecipato all’indagine. Nel 63% degli intervistati è presente il servizio Cup ed è possibile eseguire test come glicemia (96%), colesterolo totale (92%) e trigliceridi (83%). Il 65% risponde alla presa in carico dei pazienti ma solo il 7% è coinvolto dalle Asl nell’assistenza domiciliare. Scarsa è anche la possibilità di trovare i servizi di telemedicina. La prossimità e la capillarità delle farmacie hanno comunque reso ordinario il dialogo tra il cittadino e il farmacista. Dalla ricerca emerge però che solo nel 49% dei casi il farmacista propone all’utente la possibilità di una consulenza, e solo nel 19% dei casi viene personalizzato il consiglio.

Cosa emerge sulle Farmacie Italiane

Stenta ancora a decollare il modello della Farmacia dei servizi. In generale, si registra uno scarso coinvolgimento delle farmacie da parte delle Asl ed è carente il coinvolgimento nelle diverse forme di Medicina territoriale. Infine, sono poco presenti altre figure professionali come infermieri, fisioterapisti e psicologi (dal 6 al 12%). Quando ci sono, la loro presenza è spesso frutto di accordi stretti con i singoli professionisti e non con gli Ordini di riferimento.

La quasi totalità delle farmacie (87%) partecipa alle campagne di prevenzione e screening realizzate dalle Asl e Regioni. Sono presenti soprattutto nella promozione e nell’adesione ad iniziative di sensibilizzazione e informazione nei confronti di target specifici (70% del campione). Nel 44% dei casi, la farmacia partecipa a progetti e iniziative a supporto dell’aderenza terapeutica per persone affette da patologie croniche – patologie cardio-vascolari (73%), endocrine (67%), respiratorie (46%) e metaboliche (35%). Si tratta principalmente di forme di tutoraggio alla persona (presenti nel 60% dei casi); di modalità di reminder per ricordare di assumere la terapia (41%). Sono anche presenti strumenti innovativi per supportare l’aderenza terapeutica nelle patologie croniche (20%).

L’accessibilità delle farmacie italiane e la formazione dei farmacisti

Durante il fine settimana, le farmacie sono aperte il sabato mattina nel 93% dei casi, il sabato pomeriggio nel 55%, la domenica mattina il 19%. Se l’apertura al sabato è prevalentemente dettata dalla libera decisione del titolare, viceversa l’apertura alla domenica mattina è principalmente obbligatoria (66%). Solo l’1% fa apertura h24 per 365 giorni l’anno. La maggior parte delle farmacie (63%) ha dichiarato di rimanere aperta per 40-44-48 ore alla settimana, seguite da un 27% che arriva fino a 72 ore settimanali.

I farmacisti sono relativamente giovani: le fasce di età più rappresentate sono quelle che vanno dai 25 ai 34 anni e dai 35 ai 44, seguita da quella tra i 45 e i 54 anni. Nelle farmacie del campione ci sono un totale di 4.529 farmacisti, con una media di circa 3,5 farmacisti per farmacia. Nel 10% delle farmacie c’è un unico farmacista, mentre nel 1,6% dei casi le farmacie hanno 10 farmacisti o più, con un massimo di 12. Nel 97% dei casi il personale della farmacia partecipa regolarmente a corsi di aggiornamento e formazione. Questi vengono seguiti da tutto il personale (83%), o prevalentemente dal titolare e sporadicamente da altri operatori (11%), quasi mai esclusivamente dal titolare (6%).

Informazione e comunicazione delle farmacie italiane

Le farmacie italiane offrono informazioni semplici e trasparenti sui servizi offerti (82% dei casi), sulla presenza/attivazione del servizio CUP pubblico (54%), su servizi ed orari di eventuali figure professionali presenti in farmacia (27%). Molte (40%) hanno rafforzato la attività di comunicazione dotandosi di un sito web nel quale, tranne che in poche eccezioni (4%), sono riportati orari di apertura, turni e servizi offerti. Solo il 18% di questi siti web ha però accorgimenti (audio, video, sottotitoli) per essere fruibile anche da persone con disabilità. Web o non web, nelle farmacie non mancano mai comunque gli opuscoli e i volantini: materiale informativo esposto o distribuito per meglio informare in merito a prevenzione (77%), corretta assunzione dei farmaci (73%) e corretta gestione e successivo smaltimento dei farmaci (56%).

 

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