Le evidenze del primo European Health Equity Status Report

Il primo rapporto sullo stato delle equità sanitarie in Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) rivela come le disuguaglianze sanitarie nei 53 paesi della regione europea stiano aumentando. Il Rapporto identifica i 5 fattori chiave di rischio che impediscono a bambini, giovani, donne e uomini il raggiungimento di una buona salute e di una vita sicura e dignitosa. I fattori di rischio sono: sicurezza del reddito e protezione sociale (che incide per il 35% sulle cause di disuguaglianza); condizioni di vita (29%); capitale sociale e umano (19%); accesso e qualità dell’assistenza sanitaria (10%); condizioni di impiego e di lavoro (7%).

Secondo il report, grazie a possibili interventi governativi, “la riduzione delle disuguaglianze del 50% produrrebbe benefici finanziari per i paesi che vanno dallo 0,3% al 4,3% del prodotto interno lordo (PIL)’”. Si è scoperto invece che molti dei fattori critici che guidano le disuguaglianze sanitarie non vengono sufficientemente affrontati dai paesi della Regione Europea.

I principali dati dellEuropean Health Equity Status Report

  • L’aspettativa di vita media in tutta la regione è aumentata a 82 anni per le donne e 76,2 anni per gli uomini entro il 2016. Ci sono ancora significative disparità di salute tra i gruppi sociali: l’aspettativa di vita di una donna è ridotta di 7 anni e quella di un uomo fino a 15 anni, se fanno parte dei gruppi socioeconomici più svantaggiati.
  • Quasi il doppio delle donne e degli uomini del 20% meno ricco della popolazione riporta malattie che limitano la loro libertà di svolgere attività quotidiane.
  • In 45 su 48 paesi che forniscono dati, le donne con il minor numero di anni di istruzione riportano tassi più alti di scarsa salute rispetto alle donne con il maggior numero di anni di istruzione; stesso schema è valido per gli uomini.
  • Il luogo in cui si vive influenza quanto a lungo si vive: le tendenze mostrano che in quasi il 75% dei paesi, le differenze nell’aspettativa di vita tra le regioni non sono cambiate in oltre un decennio, e in alcuni casi sono peggiorate.
  • Nelle aree più svantaggiate, il 4% in più di bambini non sopravvive al primo anno rispetto ai bambini nati in aree più ricche.
  • Le lacune sanitarie tra i gruppi socioeconomici aumentano con l’invecchiamento della popolazione: il 6% in più di ragazze e il 5% in più di ragazzi segnalano cattive condizioni di salute nelle famiglie meno abbienti rispetto a quelle nelle famiglie più facoltose. Questo divario sale al 19% per le donne e al 17% per gli uomini in età lavorativa e raggiunge picchi tra quelli di età pari o superiore a 65 anni con il 22% di donne e il 21% di uomini.
  • La cattiva salute accumulata di coloro che hanno meno risorse economiche e sociali quando entrano in età avanzata comporta il loro maggiore rischio di povertà ed esclusione sociale, perdita di vita indipendente e declino più rapido della salute.

I gruppi socioeconomici più colpiti

Il Rapporto sullo stato delle equità sanitarie identifica i gruppi che corrono un rischio maggiore di cadere nella disuguaglianza sanitaria. Ad esempio, i giovani che abbandonano presto la scuola sono maggiormente a rischio di problemi di salute mentale e povertà. La causa è da ricercarsi nei mercati del lavoro insicuri e nella maggiore esposizione a frequenti periodi di disoccupazione.

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